Wednesday, 11 August 2010

Day 11 - Siem Reap

Questa mattina tanto per cambiare ci siamo alzati all'alba per poter godere dei templi dall’alto...
Si, avete letto bene, abbiamo deciso di fare un bel volo su un ultraleggero a motore per poterci rendere conto della magnificenza dei temple di Angkor Wat dalle nuvole.
Appuntamento alla pista di atterraggio alle 6 noi arriviamo in anticipo di 10 minuti, ed Eddie, uno dei piloti, rimane sbalordito al vederci gia’ li ad aspettarlo!Evidentemente in Cambogia la gente non e’ molto puntuale...
Conosciuti i piloti e scambiate quattro chiacchere e Giulia e’ gia’ imbragata sul velivolo e pronta per decollare.

L’emozione e’ tanta, ma la veduta dall'alto ripaga il brivido del volo.




Rimaniamo entrambi a bocca aperta, non riusciamo a credere allo spettacolo che vediamo, ai templi enormi opere di architettura, alle risaie con i contadini che arano i campi aiutati dai bufali e il sole che sta sorgendo...

Eddie, il nostro pilota e’ americano ma vive in Cambogia gia’ da 4 anni. Ha cominciato questa attivita’ per aiutare gli archeologi studiosi dei templi e da allora ha deciso di trasferirsi qui a Siem Reap e offrire ai turisti la possibilita’ di godere di questo spettacolo dall'alto.
Che dire, un'esperienza sicuramente unica, Giulia mi hai convinto!
Dopo essere sceso anche io dal velivolo salutiamo i piloti e saliamo in macchina per dirigerci a Kampong Khleang un villaggio galleggiante (per 5 mesi l'anno) nei pressi del lago Tonle Sap.
Anche qui non riusciamo a trattenerci dallo scattare una miriade di foto, si tratta di un villaggio costruito su palafitte altissime (arrivano ad essere alte anche una 15 di metri), perche’ durante la stagione delle pioggie, il livello del lago si innalza fino a ricoprire tutto, le strade spariscono le macchine e gli scooters non possono passare piu' e l'unico mezzo per spostarsi sono semplici imbarcazioni di legno fatte a mano.





Questo villaggio e’ davvero molto povero, e ancora sconosciuto ai turisti, infatti notiamo come tutti gli abitanti ci guardino con curiosita’ quasi fossimo di un altro pianeta... in giro e’ pieno di bambini mezzi nudi che giocano per strada mentre le loro mamme sono intente a cucinare qualcosa su un fuocherello, mentre gli uomini sono giu al fiume a riammendare le barche o preparare le reti per la stagione della pesca. Davvero un altro momento incredibile da descrivere, questa gente vive per poche manciate di riso eppure il sorriso non gli manca assolutamente.
Proseguiamo oltre il villaggio e saliamo su un'imbarcazione a motore che ci porta dritto alla foce del fiume nel lago Tonle Sap. Lungo il fiume incontriamo veri e propri villaggi galleggianti, ovvero famiglie che vivono su delle barche - case fatte di legno, fornite di quasi tutto, antenna per la televisione, orticelli a balcone, maiali in delle barchette-gabbia di legno. Ora capiamo a cosa servono le batterie da macchina in vendita al mercato in un paesino lungo la strada.


Raggiunto il fiume incrociamo un mercato del pesce sulle barche, i pescatori tornati dalla loro battuta di pesca stanno vendendo il frutto del loro lavoro, e stanno pesando e contrattando scatole di pesce appena pescato ancora vivo. Anche questa scena e’ da National Geographic, e non riusciamo a non fermarci ad ammirare.

Rientriamo alla fondazione, dove riposiamo e meditiamo su quanto visto. Il pomeriggio tardo lo passiamo in compagnia di Lori (sinistra), Ponheary (destra) e alcuni ragazzi ospiti anch’essi della fondazione.

Verso sera accompagnamo Lori e Ponheary con un tuk-tuk a visitare un dormitorio in citta’ di ragazze provenienti dalla campagna, e ci raccontano che queste ragazze vivono in una struttura costruita da una ONG ma poi abbandonata perche’ ha finito i soldi per poterla mantenere. Incredibile da credere un edificio nuovo, pieno di computer, aule, banchi e seggiole ancora impacchettate con il cellophane, abbandonate a se’ stesse. Queste ragazze, pur di continuare a studiare e non tornare a casa senza un titolo di studio (scuola superiore) si sono insediate in questa struttura e hanno vissuto per un anno senza luce e acqua autogestendosi fino a che non hanno conosciuto Paul, un ragazzo di 23 anni, ex Monaco buddista che le ha conosciute e ha deciso di aiutarle. Paul ovviamente non riesce da solo ad aiutarle e ha chiesto aiuto alla fondazione di Lori e Ponheary che molto volentieri hanno deciso di dare loro una mano.
Questa sera stanno festeggiando la fine della scuola e hanno organizzato una festicciola molto allegra, hanno messo su un dvd con musica cambogiana e ci hanno insegnato a ballare il ballo tradizionale: l'Apsara dance.

Lori ci ha portato a cena in un ristorantino tipico, piove acqua a catinelle e il tuk-tuk (una specie di carrozzella trainata da uno scooter) fa lo slalom tra le pozze d’acqua che sono enormi!

La cena e’ squisita e Lori ci racconta di se e della storia terribile che ha sofferto il popolo cambogiano... racconti davvero incredibili che ci hanno toccato veramente.
Torniamo al 7 Candles e andiamo a letto, la mattina dopo dobbiamo svegliarci presto per una nuova destinazione: Kuala Lumpur! :)

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